Sabato 18 febbraio 2017
Sala Verde ore 14:30 – 17:30


L’ARCHEOLOGIA ITALIANA È RES… PUBLICA?
Quanto l’archeologia appartiene davvero ai cittadini, alle comunità, ai territori? Cosa fare perché scenda definitivamente dalle torri d’avorio? Quale impegno perché sia sempre più “viva”? In occasione dell’uscita del primo numero della rivista «Archeostorie. Journal of Public Archaeology», confronto diretto tra accademici, amministratori e appassionati su ruolo e valore dell’archeologia nella nostra società. E sul suo futuro.

Tavola rotonda a cura di Cinzia Dal Maso direttore di «Archeostorie. Journal of Public Archaeology»

Caterina Bon Valsassina
direttrice generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio del MiBACT

Chiara Bonacchi
University College London

Elena Calandra
direttrice Istituto Centrale per l’Archeologia del MiBACT

Andrea Carandini
presidente FAI – Fondo Ambiente Italiano

Gianfranco Gazzetti
direttore nazionale Gruppi Archeologici d’Italia

Daniele Manacorda
docente di Metodologia della ricerca archeologica all’Università di Roma Tre

Akira Matsuda
Università di Tokyo

Marco Milanese
Università di Sassari

Valentino Nizzo
funzionario Direzione generale musei del MiBACT

Michele Nucciotti
Università degli studi di Firenze

Massimo Osanna
direttore generale Soprintendenza Speciale Pompei

Andrea Pessina
soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e province di Pistoia e Prato

Luca Peyronel
direttore del Lab ArcheoFrame, docente di Archeologia e Storia dell’arte del Vicino Oriente antico all’Università IULM di Milano

Marco Valenti
docente di Archeologia cristiana e medievale all’Università di Siena

Giuliano Volpe
presidente Consiglio superiore per i Beni culturali del MiBACT

Enrico Zanini
docente di Metodologia della ricerca archeologica all’Università di Siena


Ingresso libero e gratuito